
Anffas in questi due ultimi anni (2005 – 2006) ha sperimentato una apertura aggiunta di un Ceod nei periodi di chiusura coincidenti con il periodo a ridosso del ferragosto, con la settimana dopo Natale e in giornate collegate a ponti infrasettimanali che spezzano il servizio reso alle nostre famiglie. La sperimentazione che è stata finora attuata, utilizzando dei contributi concessi dal Centro Servizi per il Volontariato di Vicenza e attingendo a risorse interne dell’Associazione, ha visto la partecipazione anche di utenti dei Ceod pubblici, questo perché si ritiene necessario verificare la possibilità di istituire un servizio aggiunto per i disabili (e le loro famiglie) del nostro territorio.
Anffas per la migliore attuazione del servizio ha messo a disposizione il proprio servizio di trasporto, la mensa e ha curato una serie di attività, quali l’assistenza primaria, la condivisione della giornata e l’attività di animazione. Il servizio è stato reso da operatori professionali, da volontari e da familiari che, all’inizio hanno ideato e provveduto alla organizzazione dell’iniziativa. L’iniziativa che si propone intende aiutare le famiglie, in particolare quelle con maggiori problemi, a gestire i figli nelle giornate di chiusura fornendo loro un aiuto aggiunto che rientra tra i cosiddetti interventi “di sollievo”. In ogni caso si vorrebbe dare non una risposta individuale, a livello di famiglia singola, ma una risposta più ampia a “gruppi” di famiglie che possono anche, se lo desiderano, condividere la giornata con altri familiari e con persone terze (volontari e operatori professionali). Si intende in questa maniera allontanare il momento della richiesta di inserimento della persona disabile in strutture residenziali e si intende anticipare e aiutare la realizzazione da parte dell’Anffas di una struttura residenziale.
A questo si aggiungono altri obiettivi quali:
1) avvicinare le Associazioni di volontariato alle strutture dell’Anffas;
2) riportare all’interno dei Ceod attività a favore di utenti non abituali, con disabilità certificata e non (in orario diverso da quello di funzionamento delle attività);
3) fornire occasioni ed iniziative per il tempo libero di disabili con minori problematiche personali e/o familiari. Si ritiene infatti che anche le iniziative per il tempo libero hanno necessità di avere una propria base operativa e poter utilizzare servizi generali (mensa, trasporto, volontari) che solo un Centro attrezzato può mettere a disposizione.
Dalla sperimentazione si vorrebbe ora passare ad una modalità maggiormente strutturata interessando, via via che l’iniziativa si irrobustisce, tutte le giornate di sabato (o in alternativa qualche domenica). Anche per questo abbiamo chiesto all’Ulss di inserire la proposta nel Piano locale per la Disabilità e/o nel Piano locale per la Domicialiarità che la strutura sanitaria, assieme ai Comuni, sta redigendo.
Questo servizio aggiunto, nella giornata del sabato, potrebbe :
a) interessare un numero determinato di persone disabili, pari a 15 – 20 utenti;
b) essere rivolto anche ai Ceod pubblici e ad altre fasce di disabilità;
c) impegnare le persone disabili nella fascia oraria 10-18, inclusa la consumazione del pranzo;
d) comprendere anche il trasporto.
Per questa iniziativa deve essere prevista anche la partecipazione economica degli utenti e delle loro famiglie non potendo (o avendo nel tempo la possibilità) assicurare una copertura economica del servizio da parte dell’Ente pubblico
Tra i tanti progetti di integrazione sociale che l’Anffas di Schio ha attivato sul territorio, molto significativa è stata l’esperienza svolta da un gruppo di persone con disabilità del Ceod 1 di Schio presso due supermercati della zona. Settimanalmente, per due ore la mattina, sei persone con disabilità accompagnate da due operatori hanno collaborato attivamente, svolgendo attività di magazzino, riordino e posizionamento dei prodotti sugli scaffali, controllo delle scadenze. Il progetto ha avuto durata annuale. Gli obiettivi principali sono stati per tutti il miglioramento delle competenze relazionali, la collaborazione e il rispetto delle consegne, il riconoscimento dei prodotti e delle loro principali caratteristiche, l’orientamento spaziale in ambiente nuovo e molto frequentato.
Il bilancio dell’esperienza svolta è senz’altro molto positivo. Le persone disabili che hanno partecipato a questo progetto hanno raggiunto un’ottima autonomia fra le corsie del supermercato, imparando anche a disporre i prodotti sugli scaffali e a verificarne le scadenze. Importanti sono stati i miglioramenti relativi alle capacità relazionali e collaborative, sia col personale del supermercato che con i clienti.
La Scuola, aprendo le porte ai Ceod, ha dato modo alle persone con disabilità di inserirsi nelle aule scolastiche portando il proprio bagaglio di esperienza, di tecnica, di capacità, di umanità. I progetti sviluppati si sono posti il duplice scopo di far emergere nelle persone coinvolte la loro personalità e la loro creatività e di far conoscere agli alunni un mondo nuovo e pieno di risorse che sicuramente ha favorito il loro accrescimento umano e sociale sottolineando l’importanza dell’interscambio tra strutture educative, sociali e lavorative presenti sul territorio.
La nostra esperienza è iniziata nel novembre 2004 con il primo progetto che ha visto protagonista la scuola media inferiore di Leguzzano coinvolgendo la classe III con il progetto di Tessitura e due classi I con il progetto Attività Espressive. Da questa prima importante collaborazione, nella quale ci siamo positivamente cimentati, hanno successivamente preso forma numerosi altri progetti che sono stati calibrati sul modello di queste prime positive esperienze.
I laboratori che abbiamo proposto successivamente hanno visto le persone con disabilità dei Ceod come protagoniste attive nel collaborare calate nei panni di insegnanti per alunni e studenti. I ragazzi del Ceod hanno fatto proprio questo ruolo di insegnamento che d’altro canto è stato recepito e riconosciuto dagli alunni e dagli studenti delle classi coinvolte. Oltre che laboratori di attività i nostri sono stati soprattutto laboratori di integrazione nei quali abbiamo fatto conoscere un’altra dimensione possibile della disabilità.
Fino ad oggi sono state numerose le scuole che hanno chiesto la nostra collaborazione per progetti di diversa natura. (Tessitura, Carta riciclata, Traforo, Attività Espressive, Argilla). Sono state coinvolte le seguenti scuole:
1. Elementare e Media di San Vito
2. Scuola Elementare Don Gnocchi di Schio
3. Scuola Elementare di Ca’ Trenta
4. Scuola Elementare S. Benedetto di Magrè
5. Scuole Elementari e Medie di Torrebelvicino
6. Scuole Elementari e Medie di Velo d’Astico
7. altre 3 scuole Elementari di Val d’Astico, Arsiero, Santorso.
Attualmente sono in programmazione altre esperienze che saranno di stimolo per le persone disabili che frequentano i Ceod , per l’acquisizione di nuove tecniche, abilità, manualità. Inizialmente, per loro stessi, poi come bagaglio da condividere con gli altri.
È questo il nome di un progetto sul territorio che Anffas Onlus di Schio ha presentato e sostenuto. L’obiettivo primario del progetto è stato quello di cominciare a far conoscere e a creare una rete di collaborazione tra Anffas e le persone anziane del territorio. Il progetto in concreto ha offerto la possibilità di un aiuto a una signora del paese per quanto riguarda la differenziazione e la raccolta dei rifiuti domestici. Per contro è stato chiesto a questa gentile signora l’impegno ad offrire la propria compagnia attraverso momenti di condivisione, amicizia e convivialità.
Il progetto che ha interessato il Ceod 2 di Torrebelvicino, ha potuto prendere il via presso il Comune di Torrebelvicino grazie all’interessamento e all’individuazione da parte dell’Assistente Sociale di una persona disponibile nell’accogliere presso la propria abitazione i ragazzi dei Ceod. Il progetto ha avuto durata annuale, la cadenza degli incontri è stata mensile, un paio d’ore nel pomeriggio.